Cos’è un audit? Perché il mondo crypto ne ha un estremo bisogno?

Gli audit sono verifiche o accertamenti di una situazione complessa che necessita di essere approfondita o comunque chiarita. In informatica è un processo che analizza il codice di un software con l’obiettivo di scoprire eventuali bug o violazioni della sicurezza prima che venga implementato. Nel settore crypto, gli audit sono sviluppati in relazione a tutti i progetti e strutture: siano ICO, IEO, blockchain, smart contract o qualsiasi altra novità.

Confidence.cr svolge approfondimenti ponendosi al fianco dei Founder, che hanno necessità di avere veri e propri studi imparziali sui loro progetti per presentarli agli investitori, sia a favore degli investitori stessi, creando un documento che permette di mettere in luce eventuali criticità. Una volta corrette o evidenziate, gli investitori sapranno da un lato quali correzioni sono state apportate – di fatto prendendo atto di un miglioramento progettuale, oltre che dell’impegno profuso – o, al contrario, quali sono le lacune che dovrebbero essere sistemate.

L’auditing di un crypto asset è dunque un insieme di processi e procedure che vanno ad analizzare qualitativamente e quantitativamente l’efficienza di un progetto, passando dal suo Smart Contract, fino alla governance ed allo use-case.

Naturalmente il livello di approfondimento può essere diverso sulla base delle necessità richieste: se per esempio l’impresa deve presentare il proprio pitch ad una platea di investitori istituzionali, potrebbe essere necessario uno studio approfondito del cryptoasset che potrebbe richiedere diverse settimane; diverso il contesto in cui fosse richiesta una verifica con il solo fine di informare meglio i propri utenti, inserendo tutti gli aspetti del progetto in unico documento, mantenendo comunque quel distacco narrativo che solo una società terza può offrire.

Tra gli aspetti importanti da analizzare, Confidence ritiene ci siano:

● Lo studio del white paper/yellow paper;
● La funzione ed utilità del token;
● La tokenomics;
● Il metodo di emissione;
● Come sarà distribuito e per quanto tempo il token di riferimento;
● Chi sono gli sviluppatori;
● La community che li sostiene;
● Come il progetto genera valore;
● La scalabilità e possibilità di successo.
● In generale, l’intero progetto ed il processo del suo funzionamento.

Se ne aggiungono molti altri sulla base delle necessità: le verifiche svolte per analizzare un’intera blockchain non potranno mai essere le stesse rispetto ad una ICO: chiaro, no?

In ogni caso, l’attività di auditing – per come è interpretata da Confidence – è un processo che ci permette di svolgere tutte le analisi, ma senza alcuna posizione giudicante, anzi. Al contrario, la strada che porta a costruire un buon Audit passa per la collaborazione con i founder, che richiedono di essere verificati proprio per veicolare sincerità e buone intenzioni: in poche parole, offrire al pubblico tutte le informazioni necessarie affinché si evitino le truffe, che poi è il primo obiettivo di Confidence.

A questo punto, il documento di crypto audit avrà diverse release: dalla prima che ha permesso di rilevare gli errori, informazioni mancanti, etc, si instaura un processo collaborativo tra gli auditors ed i developer per risolvere i punti critici rilevati.

É questa volontà di migliorarsi che genera fiducia sul progetto e la governance, rassicurando la community che potrà leggere nel documento finale – che sarà quindi reso pubblico – tutte le informazioni di cui necessità per valutarne in autonomia la bontà dell’operazione.