Regolamentazione crypto: a che punto siamo?

Italia

La regolamentazione nel settore crypto continua ad essere una criticità nel panorama italiano, dove confusione e mancanza di norme non garantiscono uno sviluppo economico legato ad attività crypto.

Oltre alle difficoltà economiche si presentano anche grandi lacune in campo fiscale, dove mancano norme e disposizioni non solo riguardo le cryptovalute ma anche per tutti gli altri asset digitali, quindi NFT, ICO, rendendo tutto soggetto all’interpretazione degli uffici di competenza, spesso arbitraria; il classico esempio è il trattamento delle crypto come valute estere, valutazione però in conflitto con ciò che effettivamente è valuta estera (biglietti di banca e di Stato esteri aventi corso legale e una serie di titoli e di crediti) asset che nulla hanno a che vedere con le cryptovalute.

Una regolamentazione strutturata e costruttiva, nonostante alcune proposte di legge siano già oggetto di valutazione parlamentare, difficilmente sarà approvata in un futuro prossimo a causa delle tempistiche e delle priorità attuali per lo stato di emergenza, confermando che il Paese non è il luogo ideale per avviare un’impresa crypto, rendendo il nostro inserimento in un mercato stimato a fine 2021 di circa 3 mila miliardi (NFT esclusi), molto più incerto e difficoltoso.

Emirati Arabi Uniti

Se l’Italia è ancora indietro esistono anche Paesi crypto friendly, come gli Emirati Arabi Uniti, dove lo sceicco Mohammed nella prima settimana di marzo ha approvato una legge che regolamenta gli asset virtuali; ha sottolineato come la città di Dubai possieda le capacità per essere uno dei centri globali più importanti del settore, grazie anche ad un ambiente legislativo molto avanzato, che mira allo sviluppo del settore e a proteggere i diritti degli investitori. L’organo che si occuperà del monitoraggio delle transazioni digitali e proteggerà i dati personali degli utenti sarà il VARA (Virtual Asset Regulatory Authority).

Stati Uniti

Come gli Emirati Arabi anche gli Stati Uniti si sono mossi nella medesima direzione, lavorando per una regolamentazione del settore a seguito della firma dell’ordine esecutivo del presidente Joe Biden; obiettivi principali tutela di consumatori ed investitori, perseguimento illeciti finanziari, leadership USA nel panorama finanziario globale e stabilità finanziaria.

Ucraina

Chi invece ha dovuto procedere ad una rapida regolamentazione per motivi straordinari è stata l’Ucraina, che a fronte delle donazioni tramite crypto per l’attuale guerra in atto ha dichiarato che il mercato delle crypotovalute andrà a sottostare all’autorità imposta dalla Commissione Nazionale per i titoli e il mercato azionario, determinando quindi lo stato giuridico e i diritti di proprietà dei beni virtuali, designando i regolatori del mercato (Banca Nazionale dell’Ucraina) e stabilendo fornitori e condizioni necessarie per esserlo.

Tutti stanno procedendo dunque in una direzione ben definita, volta all’inserimento in un settore prospero e in continua crescita, motivo per cui è necessario che anche l’Italia si renda conto di quanto sia necessario e di fondamentale importanza procedere nella medesima maniera.

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