Crypto: Savona, Presidente Consob, le vorrebbe pubbliche. Ma le private esistono e le utilizzano milioni di persone.

“Le Cryptocurrencies o sono pubbliche o è un disastro” sono le parole di Paolo Savona, Presidente della Consob, secondo il quale senza una cryptocurrency pubblica non ci sarebbe tutela del risparmio. 

Al di là della posizione di Savona, rimane una considerazione: le valute private già esistono e vengono utilizzate quotidianamente da milioni di persone. Le 100 principali criptovalute sono utilizzate da milioni di utenti e la cryptoeconomy nel suo complesso è sostenuto dall’Unione Europea che abbia un valore di 250miliardi, come abbiamo avuto già modo di ricordare in questo blog. Oltre tutto, secondo alcuni analisti la cryptoeconomy potrebbe crescere esponenzialmente nei prossimi 10/15 anni, raggiungendo i 10 trillioni di dollari. 

Ovvio, si dirà, ci sono troppe oscillazioni, le cryptovalute sono troppo volatili per offrire la sicurezza del risparmio privato, richiamando quanto dice il Presidente Savona. E’ vero, ma c’è un aspetto di cui si deve tenere conto: bitcoin, la moneta principale, ha 11 anni, poco più che un bambino. Le altre valute hanno centinaia di anni – al di là dell’Euro -, o comunque istituzioni che governano gli Stati da più di un secolo: è ovvio che la solidità di Dollaro, Euro, Rublo, Yuan sia maggiore delle cryptocurrencies.

Un secondo elemento da considerare lo scrive la Consob stessa:

“Non è un caso, quindi, che la finanza e il settore bancario guardano con diffidenza e riluttanza alle criptovalute, temendo che siffatte evoluzioni, determinando, in particolare, la possibilità di trasmettere valore senza l’intervento degli intermediari, possano finire per spiazzare il business normalmente svolto dall’industria”.

Ma poi aggiunge:

“Guardato, tuttavia, come fase primordiale di un più ampio processo di sperimentazione tecnologica e finanziaria, le criptovalute e, più in generale, le distributed ledger technology potrebbero utilmente porre le basi per dar vita a soluzioni capaci di rendere più efficiente o, secondo i più ottimisti, di trasformare radicalmente l’attuale sistema economico”

In ogni caso, ad oggi Consob ha fatto fare un tonfo a Bitcoin facendo emergere la sua fragilità, ma il futuro sembra dire altro, visto che i wallet dedicati alle crypto sono passati da 6,7 milioni del 2016 a oltre 35 all’inizio del 2019, superando i 47 milioni al primo quarto del 2020

Noi non sappiamo come sia possibile coniugare i due estremi del discorso, né vogliamo proporre soluzioni avventate per un tema complesso.

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